La BIBLIOTECA
 

DUE

IMPORTANTI

BIBLIOTECHE

ITALIANE

MILANO

SERVILIANO LATUADA,
DESCRIZIONE DI MILANO  
TOMO IV,P. 94, MILANO 1738,
PROSPETTO DELLA
BIBLIOTECA
AMBROSIANA
, FONDATA NEL 1609

 

ROMA

LA NUOVA SEDE DELLA

BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE , INAUGURATA IL 31 GENNAIO 1975

 


            

IN BIBLIOTECA CI SONO…

I  LIBRI

GLI SCAFFALI

Non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli centri si trovano le biblioteche , in cui puoi trovare i libri che desideri. Per conoscere la collocazione del libro cercato, devi consultare il catalogo, che può essere cartaceo o elettronico. Dopo aver richiesto il volume all'addetto o averlo prelevato direttamente dagli scaffali, a seconda dell'organizzazione della biblioteca, lo puoi leggere nell'apposita sala di lettura o di consultazione oppure portarlo via con te dopo averlo preso in prestito per poterlo leggere a casa con maggior comodità. In molte biblioteche è anche possibile fotocopiare a pagamento alcune pagine nel rispetto delle leggi vigenti. Di solito, per entrare in una biblioteca e consultare il materiale sul posto, basta presentare un documento d'identità e firmare un registro; per ottenere il prestito, invece, normalmente è richiesta l'iscrizione, talora gratuita, spesso a pagamento. La biblioteca decide la durata del prestito e il numero di libri consultabili contemporaneamente. Dei libri possono essere esclusi dal prestito. Nella biblioteca può esserci anche una sezione dedicata ai giornali ed alla stampa periodica; se essa è piuttosto ampia ed ha una sua autonomia, viene chiamata emeroteca. Inoltre nelle biblioteche possono essere raccolti anche altri tipi di pubblicazioni come manifesti, carte geografiche e nautiche oppure manoscritti più o meno antichi. Talora possono essere unite alla biblioteca raccolte di materiali di altro tipo, come fotografie e materiali audiovisivi di vario genere; in tal caso parliamo di fototeca, cineteca o videoteca. Le raccolte ed esposizioni di quadri, pitture, opere figurative sono costituite dalle pinacoteche.


La Biblioteca Ambrosiana, che vedi riprodotta sopra, è stata una delle prime biblioteche dell'epoca moderna ad essere aperta al pubblico (1609) per volontà del suo fondatore, l'arcivescovo di Milano, il cardinale Federico Borromeo , che ne volle fare un centro di studio e di cultura, in cui potessero entrare e operare studiosi di tutto il mondo.

Così il grande scrittore Alessandro Manzoni(clicca qui per la sola biografia ) ce ne parla nel romanzo storico "I Promessi Sposi " (1842): “Prescrisse al bibliotecario  … d'indicare agli studiosi i libri che non conoscessero, o potesser loro esser utili; ordinò che a tutti, fossero cittadini o forestieri, si desse comodità e tempo di servirsene, secondo il bisogno. … Vien notato … che in questa libreria … i libri fossero esposti alla vista del pubblico, dati a chiunque li chiedesse, e datogli anche da sedere, e carta, penne e calamaio, per prender gli appunti che gli potessero bisognare; mentre in qualche altra insigne biblioteca pubblica d'Italia, i libri non erano nemmen visibili, ma chiusi in armadi

            Come esempio di regolamento odierno di una biblioteca puoi vedere quello della biblioteca comunale di Milano, la "Sormani ":

E' accessibile ai disabili.

Il servizio
* A chi è diretto: tutte le persone di età superiore ai 14 anni possono frequentare la biblioteca e consultarne in sede il patrimonio. L'iscrizione al prestito libri è invece ristretta ai cittadini residenti a Milano che abbiano compiuto 16 anni.
* Quando lo eroga: la biblioteca è aperta dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 19.30, le richieste del pubblico sono accolte sino alle 19.00. Il servizio fotocopie a self-service funziona dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00. Il centro audio-video è aperto dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 19.10.

* Quanto costa: la consultazione in sede è gratuita. Fotocopie e stampe di microfilm hanno un costo unitario rispettivamente di 100 (0,05 €) e 500 lire (0.25 €); l'iscrizione al prestito comporta il versamento di una tassa una tantum di 12.000 lire (6.20 €) mediante bollettino di conto corrente postale.
* Come si fa per ottenerlo: la biblioteca è organizzata in sezioni. Clicca su quella prescelta per una descrizione più dettagliata del patrimonio e delle sue modalità di fruizione.


Ricerche di approfondimento in rete.

Le biblioteche virtuali sono ormai diffusissime; ecco alcuni siti da cui puoi cominciare a navigare: per le biblioteche virtuali in italiano ed altre lingue http://www.alice.it/virtual/vhome.htm ; per i siti di libri digitali scaricabili http://www.letteraturaitaliana.net/, http://www.liberliber.it/ ; puoi trovare, ad esempio, anche i cataloghi delle biblioteche universitarie e generali della Lombardia, con ricerca diretta dei test dalla home page, in http://opus.cilea.it/lombardo/ e più in generale puoi trovare tutti i cataloghi, visitando il sito dell'Associazione Italiana Biblioteche: http://www.aib.it/aib/lis/opac1.htm .

Puoi anche avvicinarti alla nuova biblioteca di Alessandria d'Egitto, che si propone di uguagliare ai giorni nostri la fama di quella dell'antichità, in http://www.bibliothek-alexandria.de/sites/neuebibliothek.html e http://www.bibalex.org .

A

Svolgi ora il primo esercizio, cliccando qui.

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B

Svolgi ora il quarto esercizio, cliccando qui.

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C

Scrivi ora un dialogo fra te e l'impiegato di una biblioteca per prendere

un libro in lettura,invialo al tutor nella conferenza "esercizi svolti" ed avrai

la sua risposta.

Esempio:

A: Buongiorno. Potrei prendere in prestito Il barone rampante di Italo Calvino?

B: Adesso controllo se è disponibile … Sì, c'è ancora una copia, ma lei è iscritto alla biblioteca?

A: Sì.

B: Mi dà allora la tessera?

A: Eccola.

B: Bene, fra 20 minuti ripassi dal banco per avere il libro.

A: Grazie, quanto potrò tenerlo?

B: Come al solito, un mese.

A: Grazie. Arrivederci.

B: Arrivederci.

         

Alternative e scelte: quale libro;

                      il libro è già prestato ad altra persona;

                      il libro è disponibile solo per la lettura sul posto;

                      il libro è sugli scaffali della sala;

                      il libro è in deposito;

                      il libro non è posseduto dalla biblioteca;      

                      durata del prestito;

                      orari della biblioteca per la consultazione;

                      iscrizione non posseduta.                             


Ecco ora alcuni passi da uno scritto (De Bibliotheca) di Umberto Eco riguardo a due biblioteche da lui frequentate verso la fine degli anni "80:

«Credo che in qualche epoca, forse già tra Augusto e Costantino, la funzione di una biblioteca fosse anche quella di far leggere, e quindi, più o meno, di attenersi al deliberato dell'Unesco che ho visto nel volume arrivatomi oggi, in cui si dice che uno dei fini della biblioteca è di permettere al pubblico di leggere i libri.

È compito della società dare possibilità e sbocchi a tutti i cittadini, anche quelli che non sono nel pieno dell'età o nel pieno delle loro condizioni fisiche. ….Ci sono delle biblioteche di campus americani dove la massima attenzione è rivolta ai frequentatori handicappati: piani inclinati, toilette specializzate, tanto da rendere perigliosa la vita agli altri, che scivolano sui piani inclinati.

Allora, invece di disegnarvi l'utopia di una biblioteca perfetta, che non so quanto e come sia realizzabile, vi racconto la storia di due biblioteche su misura, due biblioteche che io amo e che, quando posso, cerco di frequentare. Con questo non voglio dire che siano le migliori del mondo o che non ce ne siano altre: sono quelle che per esempio l'ultimo anno ho frequentato con una certa regolarità, una per un mese, l'altra per tre mesi: sono la Sterling Library di Yale e la nuova biblioteca dell'Università di Toronto.

La cosa più bella di queste due biblioteche è che, almeno per una categoria di lettori, c'è l'accessibilità agli stacks, cioè non si domanda il libro, si passa davanti a un cerbero elettronico con un tesserino, dopo di che si prendono degli ascensori e si va nei penetrali.

Lo studioso gira e guarda i libri negli scaffali, dopo di che li toglie dagli scaffali…

Naturalmente si può portare anche il libro fuori per il prestito, le modalità del prestito sono di una rapidità infinita: dopo che si è girato liberamente per gli otto, quindici, diciotto piani degli stacks e si sono presi i libri che si desiderano, si scrive su un fogliettino il titolo del libro che si è preso, lo si dà ad un banco e si esce.

Non c'è niente di più rivelativo e appassionante dell'esplorare degli scaffali che magari riuniscono tutti i libri di un certo argomento, cosa che intanto sul catalogo per autore non si sarebbe potuto scoprire, e trovare accanto al libro che si era andati a cercare un altro libro, che non si era andati a cercare, ma che si rivela come fondamentale.

So che l'Unesco è d'accordo con me: “L'edificio che ospita la biblioteca pubblica dev'essere ……facilmente accessibile anche agli invalidi …… ed è essenziale che i lettori possano accedere direttamente agli scaffali”».

            La parola "che", evidenziata nel testo 25 volte, non ha sempre la stessa funzione.

In 15 casi è un pronome relativo e potremmo sostituirlo con il, la quale, i, le quali, a seconda che si riferisca/sostituisca un nome (o qualsiasi altro vocabolo o espressione) singolare o plurale, maschile o femminile. "Che" non è preceduto da articoli né preposizioni (salvo quando si riferisce ad una cosa sottintesa o ad un'intera proposizione: "di che, il che, dal che…", come negli esempi Ho di che [=ho delle cose di cui] lamentarmi con i tuoi genitori. Ha piovuto tutta la giornata, il che [=la pioggia che è caduta per tutta la giornata] ha creato molti problemi al traffico) e può essere solo soggetto o complemento oggetto.

In altri 8 casi, invece, la sostituzione non è possibile perché "che" è, invece, una congiunzione.

Ancora in altri 2 casi, "che" forma assieme a "dopo di" una locuzione avverbiale, che può essere anche scritta unita e con l'accento: "dopodiché"; attenzione a non scambiarla con "dopo che (o dopoché), che è locuzione congiuntiva

Vediamo ora più da vicino le diverse funzioni in alcune frasi del brano:

Credo che  (non è sostituibile e non si riferisce a nessun nome > congiunzione) in qualche epoca, forse già tra Augusto e Costantino, la funzione di una biblioteca fosse

anche quella di far leggere, e quindi, più o meno, di attenersi al deliberato dell'Unesco che (si riferisce al "deliberato…" ed è sostituibile con il quale > pronome relativo) ho visto nel volume arrivatomi oggi…

dopo di che (= dopodiché > locuzione avverbiale) si prendono degli ascensori e si va nei penetrali.

           

            Nel brano si trova anche la parola "cui": è anch'essa pronome relativo, ma si usa quando c'è bisogno di una preposizione per introdurre i casi indiretti:

… in cui si dice…

Anche "cui" è sostituibile con il, la quale, i, le quali, preceduti dalle preposizioni semplici o articolate; nel presente caso, poiché "volume" (la parola che sostituisce) è un nome maschile singolare, "cui" corrisponde a il quale, che, unito alla preposizione "in" (che introduce il complemento indiretto di stato in luogo), diventa nel quale.

           

Le forme "che" e "cui" sono più usate di il, la quale, i, le quali, però è bene usare queste quando si vogliono evitare possibili confusioni o incomprensioni, come nell'esempio Sono andato al cinema con il fratello di Claudia, che studia all'università: non si capisce chi studia all'università, Claudia o suo fratello? Per essere chiari, bisogna dire: "Sono andato al cinema con il fratello di Claudia, il quale studia all'università" oppure "Sono andato al cinema con il fratello di Claudia, la quale studia all'università", a seconda che ci si riferisca al fratello o alla sorella.

Inoltre bisogna usare il, la quale, i, le quali, quando la parola a cui ci si riferisce non è immediatamente vicina; ad esempio, invece di dire: "Ho conosciuto un ragazzo molto simpatico durante il corso di nuoto dell'inverno scorso, che  è diventato mio amico", bisogna dire: "Ho conosciuto un ragazzo molto simpatico durante il corso di nuoto dell'inverno scorso, il quale è diventato mio amico", o anche "Durante il corso di nuoto dell'inverno scorso ho conosciuto un ragazzo molto simpatico, che  è diventato mio amico".

Nella seguente tabella trovi ora suddivisi i "che" nelle diverse funzioni svolte:

PRONOME RELATIVO

CONGIUNZIONE

O LOCUZ. CONG.

LOCUZIONE AVVERBIALE

deliberato dell'Unesco

che ho visto

Credo che

dopo di che si prendono

in cui si dice

si dice che uno dei fini

dopo di che li toglie dagli scaffali…

anche quelli che non sono

non voglio dire che siano le migliori del mondo

 

agli altri, che scivolano sui piani inclinati.

o che non ce ne siano altre

 

una biblioteca perfetta, che non so quanto e come sia realizzabile

La cosa più bella di queste due biblioteche è che…c'è l'accessibilità

 

due biblioteche che io amo

dopo che si è girato liberamente

 

e che…cerco

di frequentare

So che l'Unesco è d'accordo

 

sono quelle che per esempio l'ultimo anno ho frequentato

è essenziale che i lettori possano accedere

 

sono presi i libri che si desiderano

   

il titolo del libro che si è preso

   

dell'esplorare degli scaffali che magari riuniscono

   

cosa che intanto sul catalogo per autore non si sarebbe potuto scoprire

   

trovare accanto al libro che si era andati a cercare

   

un altro libro, che non si era andati a cercare

   

ma che si rivela come fondamentale.

   

L'edificio che ospita la biblioteca pubblica

   

Oltre, però, alle funzioni sopra indicate "che" può averne delle altre:

·        pronome e aggettivo interrogativo: es. "Che stai facendo?"; "Non so che dire."; "Che hai comprato al mercato?"; "Che cosa stai dicendo?"; "Non so che cosa fare."; "Che libro hai preso in biblioteca?"

·        pronome e aggettivo esclamativo: es. "Che odo!"; "Che bel libro!"; "Che spavento mi sono preso!"; "Che stupido!"

·       pronome indefinito: es. "Il suo aspetto aveva un non so che di misterioso"; "C'era un che di snob in quel suo atteggiamento apparentemente distaccato".

Possiamo anche trovarlo accentato, "ché" ed allora equivale alla congiunzione "perché".

TABELLA RIASSUNTIVA

PRONOME RELATIVO

Il libro che hai chiesto ti verrà consegnato tra poco.

PRONOME INTERROGATIVO

Che hai letto?

PRONOME ESCLAMATIVO

Che ho letto!

PRONOME INDEFINITO

Quel libro ha un che di avvincente, nonostante la sua lunghezza.

AGGETTIVO INTERROGATIVO

Che autore preferisci fra i romanzieri italiani del Novecento?

AGGETTIVO ESCLAMATIVO

Che libro noioso!

CONGIUNZIONE O LOCUZ. CONG.

Dopo che ho sentito il tuo giudizio, sono andato a comprare quel libro.

LOCUZIONE AVVERBIALE

Mi sono seduto alla scrivania, dopo di che mi sono messo a leggere.

D

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E

Scrivi infine una breve relazione su una tua visita in biblioteca e inviala al FORUM

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