EVEMERO

Più fonti lo danno nativo di Messina o di Agrigento, anche se la sua origine siciliana non è certissima.

Visse probabilmente dal 340 al 260 a.C. e fu amico di Cassandro, re di Macedonia, per conto del quale fece diversi viaggi, tra i quali uno attraverso l'Oceano Indiano. Giunto all’isola di Panchaia, (probabilmente l’odierno Sri Lanka) incontrò la mite gente adoratrice di Zeus Trifilio, che al dio aveva eretto un tempio su di un altissimo monte. Anzi, per la locale mitologia era stato Zeus stesso a costruirselo.

Interessato alla mitologia del luogo, Evemero ne parlò nelle proprie composizioni poetiche, nelle quali inserì elementi mitologici, riferimenti alla filosofia e alle tradizioni di popoli diversi.

Per lui gli dei hanno origine umana, saliti a gloria divina per l'affetto dei loro cari, o, nel caso di re mortali, divinizzati per la riconoscenza data loro dai sudditi; a ciò contribuì il fatto che, nell’isola, aveva visto la stele antichissima dedicata a Zeus, dove si narrava di gesta nobili compiuti da comuni uomini, per questo poi venerati come deità. Tale visione dell'intero universo religioso greco ebbe larga fortuna in Roma e prese il nome di evemerismo.

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