Evoluzione della vita sulla Terra
Unità: ecosistema *** Ambiente acqua
   
           
           
   
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Con il termine Evoluzione si intende l'insieme dei cambiamenti che nel corso di milioni e miliardi di anni hanno portato alle forme di vita che noi oggi conosciamo.
Il passaggio dalle protocellule alle prime forme di vita pluricellulari acquatiche, passando per i primi organismi animali e vegetali e in seguito fino ai viventi attuali, ha richiesto tempi lunghissimi e una serie interminabile di cambiamenti e trasformazioni profonde: dei veri e propri "SALTI EVOLUTIVI".
Moltissime forme viventi si sono estinte, tuttavia il processo evolutivo continua ancora, in tempi lunghi e come affermava Charles Darwin, il padre della teoria dell'Evoluzione, seguendo alcuni principi, ovvero:

  • più un individuo è adattato all'ambiente in cui vive e maggiori probabilità avrà di sopravvivere e riprodursi, cioè trasmettere ai suoi discendenti le caratteristiche che lo rendono diverso dai suoi simili e più adatto. Coloro che non possiedono tali capacità non riescono a sopravvivere e quindi subiscono la cosiddetta SELEZIONE NATURALE
  • il CASO produce quei particolari cambiamenti negli individui che poi possono trasmettere per via genetica ai discendenti (l'adattamento non si impara!).
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Grazie alla teoria di Darwin ed agli studi di alcune discipline ad essa collegate (la genetica, la paleontologia, l'anatomia comparata, ecc..), è stato possibile ricostruire le principali tappe che l'evoluzione della vita ha percorso.

Come si può vedere da questa immagine oggi distinguiamo i viventi in 5 regni.

 
 

I più antichi (e quindi meno evoluti se si considera il numero di cambiamenti subiti) sono i microbi che appartengono al regno delle monére, poi vengono i protisti,

 

quindi passando dagli esseri unicellulari semplici come i lieviti ai pluricellulari più complessi si va, nel regno delle piante, dalle forme acquatiche (alghe) alle gimnosperme o piante senza fiore, fino alle angiosperme (piante con fiore).

Per quanto riguarda il regno animale si è passati dalle forme acquatiche semplici a quelle più complesse, con forme intermedie rappresentate dagli anfibi,

  per passare a quelle terricole come i rettili

 
sempre più grandi ed evolute,
fino all'uomo  

L'evoluzione ha riguardato tutte le forme viventi, anche quelle appartenenti al regno dei funghi e delle muffe, ma per ciascun regno le cose sono andate in maniera diversa.
È facile verificare con l'aiuto dell'anatomia comparata come viventi diversi abbiano sviluppato organi o parti del corpo omologhi in modo da poter svolgere meglio alcune funzioni vitali e adattarsi ai cambiamenti dell'ambiente. Così si sono modificati gli arti anteriori degli uccelli e dei mammiferi per cui nel primo caso si sono formate le ali adatte al volo, salvo eccezioni, mentre non si sono modificate nel secondo caso.
Oltre alla diversa morfologia i viventi si distinguono per le modalità con cui espletano le loro funzioni e cicli vitali (Come si nutrono? Come si muovono? Come curano la prole? Presentano metamorfosi?…).
L'Evoluzione ha fatto sì che forme viventi simili (es. pesci d'acqua dolce e pesci d'acqua salata) abbiano colonizzato habitat diversi.
Inoltre si è spesso verificata un evoluzione parallela o COEVOLUZIONE di varie specie viventi, come per esempio nel caso delle prede e dei predatori che si modificano di pari passo, pena l'estinzione e l'interruzione di una o più catene alimentari.

 
 
 
 
 
     
A cura di Mirella Serio e Luciana Boccalatte
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